Sta emergendo con sempre maggiore evidenza le motivazione che hanno spinto B. ad essere e apparire disponibile, patriottico e uomo (ometto!) di stato.
Il nostro temeva e teme che una ipotetica maggioranza, sulla scia di questa spinta al cambiamento, con un po’ di serietà e amor di patria, avrebbe approvato delle leggi serie su corruzione, conflitto di interesse e inelegibilità per i corrotti e condannati. Non gliene importa nulla della crisi, se le aziende chiudono e la gente vive un vero e proprio dramma personale e familiare.
Questo ce lo dice il fatto che appena il B. ha strappato il fatidico sì al PD per un ipotetico governo ha iniziato subito a richiedere con forza i ministri in settori chiari che gli permetterebbero di impedire qualsiasi legge seria su questi aspetti, per lui, strategici.
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